Venerdì 24 Febbraio 2006
Coolermaster per gli HTPC

Come costruirsi un sistema MediaCenter senza dover chiedere troppo al nostro portafoglio? Eccovi le scelte analizzate in questo articolo grazie a Coolermaster...
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Prima le apparenze...
La confezione del case giunta in redazione è estremamente semplice: un classico cartone dotato di due maniglie, all'interno due “staffe” di polistirolo ed una busta in plastica per proteggere il contenuto da eventuali urti. Funzionale ma estremamente spartana: certo non vi è contenuta una grossa circuiteria (solo il pannello iMON già premontato, in questo caso), ma anche la sola protezione da urti dovuti a maldestri maneggi è appena sufficiente.

Tolto l'imballo, al primo impatto il case denota immediatamente una certa imponenza: le dimensioni del CM260 sono molto simili a quelle di un vecchio videoregistratore (vedi il mio ormai vetusto ITT Nokia) ma il peso ed il design del frontale rendono più giustizia all'htpc. Il primo soprattutto è molto buono, vedendo la qualità del materiale utilizzato e lo spessore. Nel frontale, l'alluminio è liscio al tatto e con il classico effetto visivo a venatura. Sugli altri tre lati a vista (sinistro, destro e superiore) invece è l'acciaio il protagonista, di color nero, e con un piacevo effetto grezzo che ricorda un po' le opere in ghisa, per intenderci.
Il nostro modello è un RC-206-SKN1, non dotato di riser card e con il pannello frontale grigio.

Com'è possibile intravedere dalla foto precedente sono presenti anteriormente, nell'ordine: la maschera e relativo pulsante per il lettore ottico, il bay centrale per il pannello LCD iMON e due sportelli a chiudere la metà inferiore del frontale.
Rispettivamente questi occultano, nella parte sinistra, un bay da 2,5” (per il floppy disk, lettori ZIP o un card reader) ed il ricevitore ad infrarossi del telecomando, mentre sul lato destro il pulsante per il reset, l'accensione, i led luminosi per indicare l'On ed il lavoro di hard disk o CD, due prese USB 2.0, uscita cuffia, microfono esterno ed infine un Firewire.
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Ampie grigliature sono invece il tema regnante degli altri lati: quello superiore ne ha la metà verso il retro completamente occupata, mentre quelle laterali invece ne sono interamente forellati. Completa il quadro quella a forma quasi ottagonale sul lato inferiore che deve permettere l'espulsione dell'aria dall'alimentatore. Queste ampie superfici aperte certamente non presupponevano nulla di buono a livello di insonorizzazione ma se non altro lasciavano intravedere una certa opera di ingegnerizzazione (la parte superiore grigliata solo per metà lascia ad esempio coperte completamente le zone del lettore CD e dell'alimentatore) che probabilmente rende necessaria la loro esistenza.

Tipicamente computeristico il retro: un rettangolo per la mascherina, tre slot di espansione e la tipica livrea grigia smascherano inconfutabilmente la destinazione d'uso del prodotto; un po' di colore nero, come il resto del case, avrebbe sicuramente giovato al tutto.
Prima di aprirlo, un'ultima occhiata alle giunzioni: sia quelle fisse, tra le parti di differente materiale, che quelle mobili (come il coperchio superiore), hanno una finitura ottima e le parti combaciano perfettamente mostrando un gioco praticamente nullo.
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