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Venerdì 25 Aprile 2003

Corrosione negli impianti

Guida di Alexhwoc | Per questo articolo ci sono Commenti 15 commenti | Permalink Permalink

L'abbinamento nei nostri circuiti di raffreddamento a liquido di materiali diversi può avere ripercussioni come la corrosione. Ecco tutto quello che dobbiamo sapere.

 

 

Cap 2.1: Tipi di corrosione acquosa

Schematizzando il principio elettrochimico del processo di corrosione come "pile", estese o localizzate, è possibile individuare tre tipi di processi di corrosione:
  • pile galvaniche
  • pile di concentrazione di ioni metallici
  • pile di concentrazione di Ossigeno

La pila galvanica è quella più intuitiva ed è quella che ha un ruolo importante negli impianti di raffreddamento a liquido quando si accoppiano metalli diversi.


Fig. 3 Descrizione schematica di una pila galvanica

In questo caso (fig. 3) si ipotizza che il Metallo 0 si corrode, e che quindi ha comportamento anodico, mentre sul Metallo 1 avvengono le razioni di riduzione, e quindi se in ambiente acido (pH compreso tra 1 e 4), si riduce l'idrogeno a idrogeno gassoso, se invece l'ambiente è neutro o basico (pH maggiore o uguale a 7) è l'Ossigeno a ridursi (se l'acqua areata).
Possono manifestarsi anche "pseudo" pile galvaniche nel momento in cui il metallo, ad esempio, si trovi in punti differenti a temperature sufficientemente diverse, come nel caso del Rame che posto in condizioni particolari può formare pile quando la differenza di temperatura tra due suoi punti è superiore hai 60°C. Oppure, altro caso, in cui il metallo ha subito forti distorsioni o deformazioni in un punto, ad esempio per lavorazioni meccaniche come piegature o saldature, ed allora tra questo e il resto del pezzo è possibile che nasca un piccola pila.
Queste pile però hanno tensioni di pochi milliVolt ( da 1 a 10mV) e sono quindi molto spesso trascurabili, rispetto a quelle galvaniche o quelle ad Ossigeno che invece superano facilmente il Volt di tensione, raggiungendo anche valori superiori a 1,5 Volt. Nel campo della corrosione 200/300mV sono già rilevanti.

Differenze di velocità nel moto del liquido di raffreddamento possono far si che uno ione o una molecola come l' Ossigeno si concentrino in maniera differente in vari punti a seconda delle velocità, la differenza di concentrazione può portare alla formazione di pile di concentrazione.
Nella pila a concentrazione si ha un unico metallo o lega ma la soluzione ha concentrazioni differenti dello ione metallico a seconda della zona considerata, visto che il potenziale è influenzato dalla concentrazione degli ioni disciolti, avremo che tra l' elemento metallico e l' altro si crea una differenza di potenziale.

Questo caso si manifesta più raramente negli impianti e solo in condizioni particolari e se è avvenuta o è in corso nel sistema una corrosione di primo tipo che ha prodotto composti del metallo solubili.
In genere però questa corrosione è molto più lenta e contenuta della prima in quanto la tensione V che si crea tra i due pezzi è molto più bassa e si arresta quando le concentrazioni sono più o meno identiche, molto spesso il fenomeno è del tutto trascurabile.

La pila a concentrazione di Ossigeno funziona in maniera molto simile a quella a concentrazione di ioni e si manifesta in condizioni particolari.
In questo caso saranno i punti più ricchi di Ossigeno a trasformarsi in aree catodiche dove l' Ossigeno tenderà a ridursi e i punti di ristagno (fessure, depositi,ecc), dove l' acqua è poco ossigenata, a diventare aree anodiche dove il metallo si corroderà. In queste aree anodiche si possono avere alterazioni sostanziali delle caratteristiche dell' acqua rispetto al resto dell' impianto, infatti in questi punti è possibile raggiungere pH molto acidi e concentrazioni di cloruri decine di volte superiore a quella del resto della soluzione acquosa (di solito questo fenomeno è catalizzato e innescato molto spesso dalla presenza in acqua di cloruri). Il metallo procederà verso la corrosione se l' ossido formato nella zona attaccata non riuscirà a proteggere la superficie, e se l' area catodica risulterà sempre rifornita di Ossigeno.


Fig. 5 Sezione di tubi giuntati come esempio di pila ad Ossigeno

In Figura 5 è possibile osservare un esempio schematico di una pila ad Ossigeno: con il colore rosso sono indicate le potenziali zone anodiche (Za), più povere di Ossigeno, dove ha luogo la corrosione, mentre in verde sono indicate le zone catodiche (Zc), più ricche di Ossigeno, dove avviene la riduzione dello stesso (la direzione del flusso d' acqua è da sinistra verso destra). Possiamo associare questa immagine ad esempio a una giunta metallica non ottimale, le zone vicino a Za soffrono di uno scarso riflusso d' acqua e si trovano ad essere più povere di Ossigeno e in condizioni ambientali più aggressive di quelle in Zc che sono continuamente a contatto con acqua più ossigenata.

°C 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30
mg/l 14,5 13,7 13,0 12,4 11,8 11,2 10,7 10,2 9,8 9,4 9,0 8,7 8,4 8,1 7,8 7,6
Mol/l (10-4) 4,5 4,3 4,0 3,9 3,7 3,5 3,3 3,2 3,1 2,9 2,8 2,7 2,6 2,5 2,4 2,4
Tab. 2 Solubilità massima dell' Ossigeno in acqua a pressione atmosferica a varie T.

 

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Cap 2.0: Corrosione in ambiente acquoso Cap 2.2: Qualità dell'acqua (catalizzatori della corrosione)

 

 

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Commento #1 di
Leo84
26 aprile 2003 alle 11:03
Bella rece, complimenti, sarebbe bello fare qualke prova sui nostri impianti con i metodi spiegati in "Strumenti di rilevazione e misura" verso fine rece.

Bravo alex wink.gif

P.s. forse qui ? un p? OT per? nella rece viene sconsigliato l´uso del cloro negli impianti ove sia presente alluminio, anke nel caso l´alluminio NON sia presente ? sconsigliato usarlo? pu? in qualke modo intaccare il rame o "innescare" (azz che parola;) ) qualke reazione non voluta?

Ciao

[edit] . [/edit]
Commento #2 di
Alexhwoc
27 aprile 2003 alle 19:33
QUOTE
Originariamente inviato da Leo84
Bella rece, complimenti, sarebbe bello fare qualke prova sui nostri impianti con i metodi spiegati in "Strumenti di rilevazione e misura" verso fine rece.

Bravo alex wink.gif

P.s. forse qui ? un p? OT  per? nella rece viene sconsigliato l´uso del cloro negli impianti ove sia presente alluminio, anke nel caso l´alluminio NON sia presente ? sconsigliato usarlo? pu? in qualke modo intaccare il rame o "innescare" (azz che parola;) ) qualke reazione non voluta?

Grazie wink.gif
Gi? fare delle prove non sarebbe male infatti , quello che vedi ? solo la prima parte , in realt? ho costriuto anche dei sistemi per fare alcune misurazioni e test ma i tempi sono lunghissimi, adesso poi che sono presenti ion commercio nuovi inibitori e liquidi vari mi interesserebbe provarne l´ effettiva efficacia.
:smoking:

Per la tua domanda la risposta ? che il Cloro e cloruri lo sconsiglio sempre anche se non ci sono pezzi in Alluminio.
Commento #3 di
Leo84
27 aprile 2003 alle 20:08
Grazie biggrin.gif

riguardo a questo:
"consiste nel prelevare un campione di acqua dall´impianto e farlo reagire con una soluzione di ammoniaca. Avvenuta la reazione se si osserva sul fondo del recipiente un precipitato gelatinoso bianco-grigiastro di Al(OH)3*3H2O vi ? presenza di Alluminio in soluzione."

potresti darmi qualke spiegazione in + su cosa devo cercare ed utilizzare per fare una prova del genere? sempre se ? sono cose che posso trovare.

Ciao biggrin.gif
Commento #4 di
Alexhwoc
28 aprile 2003 alle 11:12
Ammoniaca e due recipienti , di cui uno trasparente dove mettere il camione d´ acqua.
Queste cose le trovi in tutti i supermercati e ferramenta. wink.gif
NN ti aspettare molto CMQ se nell´ impianto ci sono molti litri d´ acqua e di metallo se ne ? corroso pochi decimi di grammo non vedi niente, per concetrazioni molto basse occorrono rilevatori apposta.
Commento #5 di
Leo84
28 aprile 2003 alle 16:57
QUOTE
Originariamente inviato da Alexhwoc
Ammoniaca e due recipienti , di cui uno trasparente dove mettere il camione d´ acqua.
Queste cose le trovi in tutti i supermercati e ferramenta. wink.gif
NN ti aspettare molto CMQ se nell´ impianto ci sono molti litri d´ acqua e di metallo se ne ? corroso pochi decimi di grammo non vedi niente, per concetrazioni molto basse occorrono rilevatori apposta.


...oki wink.gif
Commento #6 di
jowind
03 maggio 2003 alle 16:31
Essendoci resi conto che i problemi essenziali in un circuito di watercooling sono 2 (depositi di calcare e corrosione), che a meno di particolari condizioni rimangono comunque due fenomeni separati, mi viene in mente un metodo per assicurarci "almeno" una buona protezione dalla carrosione, anche se, come abbiamo potuto leggere nella ottima recenzione di ALEX, rimane un fenomeno meno pericoloso del primo se si eliminano i contatti diretti di metalli diversi e si cerca di utilizzare acqua o altri liquidi a bassissima conducibilità.
Il metodo in questione è la così detta PROTEZIONE CATODICA!
Essa è molto semplice da realizzare, in pratica basta mettere in contatto elettrico (ad es. tramite un cavo elettrico) una barretta di metallo (ad es. Zinco) con POTENZIALE STANDARD "E" più basso di quello del metallo che vogliamo proteggere (ad es. il rame del WB), ed immergerla in una apposita vascatta nella quale passi il fiquido di raffreddamento.
In questo modo la BARRETTA DI ZINCO fungerà da CATODO della pila elettrolitica che si forma corrodendosi al posto del rame.
Così il nostro WB rimane protetto dalla corrosione elettrolitica e sarà sufficente cambiare la barretta di Zinco quando questa raggiungerà una eccessiva corrosione!!

Ciao a tutti
Commento #7 di
Locurtola
05 maggio 2003 alle 14:34
Gran bell´articolo!

Avrei per? un paio di domande da neofita...

Sto realizzando un impianto con WB Lunasio RS3+ (quello con i contatti in ottone nickelato): questo non dovrebbe aver problemi di corrosione sui raccordi, giusto?

Nel circuito ci saranno un paio di rubinetti che mi permetteranno di scollegare l´impianto (esterno) dal case... Questi saranno in ottone e ottone nickelato...

Il radiatore invece, se non riesco a rimediare di meglio sar? in alluminio: con questa configurazione c´? il rischio che si corroda qualcosa o il fatto che l´alluminio del rad non sia a diretto contatto con WB o rubinetti dovrebbe inibire abbastanza la cosa?

Inoltre, il metodo della barretta di zinco suggerito da Jowind e utilizzato in ambito nautico, pu? rivelarsi efficace anche nel nostro utilizzo?

Grazie!
Commento #8 di
Leo84
05 maggio 2003 alle 16:04
I raccordi del WB sono ok , mi preoccupo invece per il rad...
Commento #9 di
Alexhwoc
08 maggio 2003 alle 18:18
QUOTE
Originariamente inviato da Locurtola
Gran bell´articolo!

Avrei per? un paio di domande da neofita...

Sto realizzando un impianto con WB Lunasio RS3+ (quello con i contatti in ottone nickelato): questo non dovrebbe aver problemi di corrosione sui raccordi, giusto?

Nel circuito ci saranno un paio di rubinetti che mi permetteranno di scollegare l´impianto (esterno) dal case... Questi saranno in ottone e ottone nickelato...  

Il radiatore invece, se non riesco a rimediare di meglio sar? in alluminio: con questa configurazione c´? il rischio che si corroda qualcosa o il fatto che l´alluminio del rad non sia a diretto contatto con WB o rubinetti dovrebbe inibire abbastanza la cosa?

Inoltre, il metodo della barretta di zinco suggerito da Jowind e utilizzato in ambito nautico, pu? rivelarsi efficace anche nel nostro utilizzo?

Grazie!

Per ottone e nichel nn ci sono problemi se utilizzi il liquido di raffreddamento giusto.

Per quanto riguarda il radiatore ? importante che sia scollegato elettricamente dal resto dei componenti metallici presenti nel circuito : verifica che sia cos? con un tester ( deve risultare di avere resistenza dell´ ordine di centinaia di Kilo Ohm meglio se MegaOhm).
Ti consiglio di aggiungere poi un anticorrosivo apposito per l´ alluminio e di evitare assolutamente cloro e cloruri nel liquido.
Con acqua demineralizzata ? bene aggiungere un po´ di bicarbonato di sodio ( mezzo cucchiaino ogni 4 litri) per proteggere le saldature in stagno/piombo e ridurre la riduzione dell´ ossigeno.
Tieni l´ impianto chiuso , aggiungi alcool per evitare la crescita di micororganismi ( il 5% ? molto spesso pi? che sufficente)
inoltre l´ acool aggiunto ti permette di usare l´ acqua vicino ai 0?C riducendone la viscosit?.

Alcuni additivi sono gi? di per se completi (anti corosione e anti micororganismi ) e non necessitano di ulteriori aggiunte.
Commento #10 di
Cyberchicken
10 maggio 2003 alle 01:13
anodo sacrificale
Veramente bell'articolo. Solo che non mi permette ancora di "camminare" da solo nella chimica smile.gif
Il mio impianto è rame, rame cotto (cos'è?), saldature (stagno piombo penso) plastiche, gomme, vetro, aqua distillata, alcool dent. (un bel po') e forse una goccia di sapone (parti non sciaquate troppo bene).
A parte le saldature, mi sembra non ci sia grosso rischio di corrosione, però l'idea di un anodo sacrificale mi stuzzica molto (nel caso dovessi mettere uno scambiatore ad aria in alluminio).
Se ho capito bene dovrei immergere in vaschetta un pezzo di Zinco (oppure cos'altro? e dove lo trovo?) collegato elettricamente al rame, giusto?
Grazie
Commento #11 di
Alexhwoc
11 maggio 2003 alle 16:07
L´ anodo scarificale va bene in una struttura aperta, tipo una barca nel fime o nel mare non certo a un impianto chiuso con alcuni litri d´ acqua.
Lo zinco che si corrode finirebbe all´ interno del circuito formado depositi e alterando il pH, inoltre la sua solubilizzazione pu? avvenire anche per riduzione dell´ idrogeno liberando idrogeno gassoso nel caso in cui il ciruito non fosse a contatto con aria e quindi non ossigenato.
Non ? una buona idea a mio parere, ? piuttosot meglio tenere controllato il pH dell´ acqua e aggiungere degli inibitori appositi.
Commento #12 di
alberto
18 dicembre 2003 alle 01:09
QUOTE
Originariamente inviato da Hw-Vault
L´abbinamento nei nostri circuiti di raffreddamento a liquido di materiali diversi pu? avere ripercussioni come la corrosione. Ecco tutto quello che dobbiamo sapere.

Link all´articolo: http://www.hw-vault.com/articolo.php?id=9


non ? pi? pratico usare una soluzione al 30-40% di glicole
( paraflu) invece di fare tanti miscugli

si migliora lo scambio termico si innalza il punto di ebollizione e si risovono tutti i problemi di corrosione o incrostazione
Commento #13 di
~{FoREvEr}~
19 dicembre 2003 alle 13:40
QUOTE
Originariamente inviato da alberto


non ? pi? pratico usare una soluzione al 30-40% di glicole  
( paraflu)  invece di fare tanti miscugli  

si migliora lo scambio termico si innalza il punto di ebollizione e si risovono tutti i problemi di corrosione o incrostazione  

Per l´impiego nel sistemi di watercooling sconsiglio totalmente il parafl?; la migliore soluzione rimane la comune acqua.
Commento #14 di
fulvio
26 febbraio 2004 alle 19:35
ottone ed alluminio
Un articolo molto utile.
Ho un impianto di raffreddamento con dissipatori in aluminio ed alcuni raccordi idraulici in ottone. Il liquido è acqua deionizzata con conducibilità molto bassa (1us/cm). Devo avere paura che il rame presente nell'ottone provochi corrosione sull'aluminio (o viceversa) anche se questi due matreiali sono separati da parecchi cm di acqua altamente resistiva?.
Dove potrei trovare articoli per approfondire la mia conoscenza?

Grazie
Saluti
Fulvio
Commento #15 di
~{FoREvEr}~
12 marzo 2004 alle 20:07
Se hai componenti in rame il rischio c´?, magari il fenomeno non ? velocissimo ma comunque presente.

Se vuoi documentarti un p? dovresti cercare sui manuali di chimica, li troverai di sicuro ci? che cerchi anche se non masticando la materia non sar? proprio semplicissimo da comprendere.

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Corrosione negli impianti

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Data:
Venerdì 25 Aprile 2003

 

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