
L'abbinamento nei nostri circuiti di raffreddamento a liquido di materiali diversi può avere ripercussioni come la corrosione. Ecco tutto quello che dobbiamo sapere.
| Salinità dell' acqua in % peso (g di sale/100g soluzione) | Solubilità equivalente ossigeno |
| 0,0 | 100% |
| 0,5 | 97% |
| 1,0 | 94% |
| 1,5 | 91% |
| 2,0 | 88% |
| 2,5 | 85% |
| 3,0 | 83% |
| 3,5 | 80% |
Il Cloro e i suoi sali sono altri elementi che spesso sono presenti nei sistemi di raffreddamento a liquido perché usati per controllare e limitare la presenza di alghe e batteri, ne è un esempio l'Amuchina. Questo elemento risulta però deleterio per i film protettivi dei metalli che vengono più facilmente attaccati, in primis l'Alluminio, ma anche Nickel e Rame possono soffrire in questo ambiente. Il Cloro sottoforma di ione (Cl- o ClO-) svolge un ruolo di catalizzatore nella solubilizzazione dell'ossido protettivo. Esso infatti penetra nella pellicola d'ossido ed interagisce con esso rendendolo più reattivo (è infatti catalizzatore degli attacchi localizzati).
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Fig. 6 Esempio disastroso di corrosione (Foto in cortesia da Banscy)
Un esempio un po' estremizzato di ciò che il Cloro può provocare è visibile in fig. 6: in questo caso l'Alluminio dei raccordi ha un area piccola rispetto a quella Rame che essendo più nobile funziona da catodo, mentre l'Alluminio diventa l'anodo. Il sistema è a ricircolo aperto garantendo quindi all'acqua un buon contenuto di Ossigeno, ed inoltre la presenza di Amuchina, quindi Cloro e cloruri soprattutto NaCl, catalizza la corrosione aumentando la conducibilità e indebolendo l'anodizzazione dell' Alluminio. Il risultato finale è che il Rame spinge e velocizza la corrosione dell'Alluminio che è il metallo meno nobile presente nel sistema. Il PC a cui appartiene questo WB lavorava 24 ore su 24 e usava una cisterna di acqua molto grossa, facile intuire che possibili fenomeni inibitori di polarizzazione erano alquanto ostacolati ed anzi erano favorite tutte le condizioni favorevoli per l'avanzamento sostenuto della corrosione.
Un altro ione da evitare è quello ammonico NH4+ e sopratutto il suo idrossido, cioè l'ammoniaca NH4OH, questo perché l' ammoniaca e i suoi sali sono elementi che catalizzano la dissoluzione dei alcuni metalli formando ioni complessi con Rame, Nickel, Argento, mentre per l'Alluminio è già di per se l'ambiente basico ad essere deleterio (pH sopra gli 8,7 sono già molto aggressivi per questo metallo). I composti complessi che si formano risultano a loro volta catalizzatori della corrosione. Gli ottoni che sono leghe a base di Rame sono anche loro soggette all'attacco, anche se principalmente tendono a subire una perdita superficiale dello Zinco presente in lega.
I cianuri CN- e suoi composti sono elementi che mostrano comportamento analogo all'ammoniaca, cioè formano complessi con Rame e Argento, e quindi sono anch'essi da evitare. Mentre i solfati SO42- e i nitrati NO3- aumentano i fenomeni di attacco localizzato anche perché incentivano la crescita di flora batterica aggressiva come i batteri solfato riduttori produttori di solfuri nocivi per l'impianto.
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Leo84
26 aprile 2003 alle 11:03
Bravo alex
P.s. forse qui ? un p? OT per? nella rece viene sconsigliato l´uso del cloro negli impianti ove sia presente alluminio, anke nel caso l´alluminio NON sia presente ? sconsigliato usarlo? pu? in qualke modo intaccare il rame o "innescare" (azz che parola;) ) qualke reazione non voluta?
Ciao
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