Domenica 28 Novembre 2004
MSI K8N Neo2 nForce 3 Ultra Platinum Edition

Analizzata la K8n Neo2 di MSI in edizione Platinum con chipset nForce 3 Ultra, naturalmente per processori Athlon 64 socket 939.
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Layout
Guardando la nostra scheda madre, possiamo notare diverse particolarità, prima fra tutte l’utilizzo del classico PCB nero che distingue la versione Platinum dalle altre motherboard prodotte da MSI.


In alto troviamo il socket a 939 piedini per la CPU circondato dalla mascherina per il fissaggio del dissipatore. Quest’ultimo è avvitato tramite due viti a stella alla placca in metallo situata nella parte sottostante al fine di poter montare in tutta sicurezza anche per i circuiti interni, eventuali dissipatori estremamente pesanti. I condensatori posti sulla destra sono effettivamente vicini ma non creano difficoltà nel montaggio nel dissipatore.
Sono stati previsti quattro slot per RAM DDR, divisi a due a due da un colore diverso al fine di attivare la modalità Dual Channel. Come potete vedere sono posti al di sopra del socket, in modo differente rispetto alla posizione standard di questo connettori che dovrebbero essere sulla destra del socket. Questo accorgimento non può che migliorare il flusso d’aria sulla superficie della motherboard assicurando al contempo una buona distanza dalle tre coppie di mosfet di alimentazione posti sulla sinistra dell’alloggiamento per la CPU. A fianco dei connettori DDR troviamo il solito chip Winbond che gestisce tutte le connessioni tra CPU e RAM. Infine in alto a sinistra notiamo il connettore a 4 pin per l’alimentazione a 12v posto in una posizione ideale e comoda.

Sulla sinistra del socket possiamo notare partendo da sinistra verso destra, il connettore per il secondo canale EIDE, a seguire il primo canale EIDE, segue il connettore floppy e il connettore di alimentazione ATX standard. Questa scelta di MSI di porre tutte queste connessioni ha dei pregi e dei difetti: concentrando così le connessioni si ottiene un miglioramento del flusso d’aria che arriva dalla parte inferiore destra della scheda madre (eventuale ventola di ingresso alla base del case) per poter proseguire senza ulteriori intoppi verso l’esterno (ventola vicino alle connessioni di uscita oppure nell’alimentatore); per quanto riguarda i difetti, dobbiamo annoverare una particolare scomodità alla connessione di tutti i cavi in uno spazio molto ristretto.
Scendendo con lo sguardo verso il basso, notiamo la presenza di due connettori SATA posti vicino all’alloggiamento della CPU, molto distanti dagli altri due, posti a destra della ventola di raffreddamento del chipset nForce 3 Ultra. Questi due connettori sono stati posti vicino al socket per differenziarli dagli altri grazie ad una propria particolarità che li renderanno sicuramente più utilizzati rispetto agli altri. Questa consiste nel bloccaggio della frequenza delle trasmissioni dei dati verso le unità di stoccaggio anche in fase di overclock del Front Side Bus e quindi del sistema. Ciò permette di non perdere i dati contenuti nei nostri HD, cosa che inevitabilmente accadrebbe se usassimo i due connettori posti vicino all’nForce 3 gestiti da quest’ultimo. Infatti nel momento in cui overclocchiamo il sistema, le frequenze aumentano e se i connettori SATA non fossero bloccati, aumenterebbe anche la frequenza dei dati tra sistema e unità di stoccaggio, con conseguente aumento degli errori. Questi due connettori sono gestiti dal chip Marvell posto sulla sinistra (coperto nella foto da un adesivo codificato bianco. ndr) immune dagli eventuali cambiamenti del Front Side Bus.

Continuando l’analisi, vediamo la presenza dello slot AGP con relativa staffa di sicurezza e 5 PCI, con l’ultimo colorato di arancione al fine di indicare che l’IRQ viene condiviso con il quarto PCI. A sinistra di quest’ultimi possiamo notare la batteria tampone di alimentazione dei dati del BIOS a computer spento sormontato dal chip Realtek, che ha il compito di gestire l’audio integrato nella motherboard. Spostandoci a destra ecco il chipset nForce 3 ultra sormontato da un dissipatore attivo di color oro. Unica pecca in questa disposizione è l’eccessiva vicinanza con la scheda video che, nel caso di utilizzo di un sistema di raffreddamento per la GPU occupante due slot, precluderebbe l’aria fresca al chipset, incorrendo in pericolosi fenomeni di surriscaldamento.
Nella parte sottostante al chipset notiamo i già citati 2 SATA, il chip VIA per la gestione delle connessioni Firewire (doppia connessione di colore verde) e quattro USB (due per ogni connessione gialla). Una connessione USB è occupata dal bracket sul retro del case, mentre l’altra è disponibile per i connettori USB eventualmente presenti sul fronte e facenti parte del case. A destra troviamo il chip CoreCell. Questo chip affiancato dalla tecnologia D.O.T (Dynamic Overclocking Technology) è in grado di poter spingere le prestazioni fino ad un massimo del 15 % in funzione dell’effettivo utilizzo della CPU, di un miglior compromesso tra calore e prestazioni e al fine di estendere la vita dell’hardware. Sono presenti 6 settaggi differenti in modo da scegliere che comportamento dovrà tenere il CoreCell in ogni situazione, sia in idle che sotto stress di applicativi videoludici e professionali che richiedono una maggiore potenza di calcolo. Sempre a destra troviamo il chip del BIOS (molto distante dalla batteria tampone ndr) con al di sotto la connessione proprietaria MSI per i 4 led di sistema. Infine al fondo i classici connettori per lo speaker, il led di attività dell’HD, il led di alimentazione ed il pulsante Power e Reset.

Guardando la scheda madre lateralmente, sul retro, possiamo vedere tutte le connessioni disponibili; partendo da sinistra, le due porte PS2, la porta parallela e seriale, l’S/PDIF RCA in uscita affiancato dalla porta firewire, 4 porte USB 2.0, 2 porte RJ-45 per le LAN, una 10/100 ed una Gigabit viaggiante a 1000, chiudono tutte le connessioni audio per sistemi a sei canali, con l’aggiunta dell’uscita ottica.
Salima
02 dicembre 2004 alle 08:50