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Lunedì 20 Novembre 2006

ATI da il via alle GPU modulari

Inviata alle 09:59 da Giuseppe Mariniello | Per questa news ci sono Commenti 0 commenti | Permalink Permalink

Il recentissimo G80 di nVidia, che equipaggia che schede della famiglia GeForce 8800, integra un numero enorme di transistor, per raggiungere le prestazioni da primato che garantisce. La controparte R600 di ATI, seppur utilizzando un approccio diverso da quanto fatto da nVidia, sfiora i 500 milioni di transistors, un numero davvero ragguardevole che, nonostante vengano utilizzati processi produttivi a 0,8nm come nel G80 di nVidia o i presunti 0,65nm di ATI, portano le GPU ad avere dimensioni sempre maggiori.

Questo approccio nella progettazione dei processori grafici sembra però destinato a scomparire. Infatti la canadese ATI prevede di utilizzare un design modulare già per il futuro R700. Attualmente, nel singolo chip di una GPU, trovano posto diverse sotto-unità, collegate tra loro da interconnessioni ad alta velocità: il nuovo approccio prevede la creazione non di un singola GPU che si occuperebbe di tutto il lavoro, ma di tante piccole GPU presenti in numero variabile sul PCB, ognuna destinata ad occuparsi di un compito preciso, ad esempio una o più per gli shader, una per la gestione della fisica e così via.

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I vantaggi di queste schede modulari sarebbero una maggiore scalabilità, oltre che costi più contenuti per la loro produzione. Non si dovrebbero più produrre chip diversificati per schede di fascia alta, media o bassa, in quanto si potrà semplicemente variare la quantità di GPU installate per stratificare le prestazioni dei vari prodotti.

Non si ha nulla di concreto, ma probabilmente anche nVidia si sta muovendo nella stessa direzione. E' finita l'era delle GPU monolitiche?

Fonte: The Inquirer  




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